Premessa
Quando scegli i valori da inserire nel tuo credo, o individui dei comportamenti conseguenti a tali valori, sei sicuro che siano eticamente corretti?
Ad esempio, una persona potrebbe individuare come valore “il benessere comune” e considerare accettabile il “rubare ai ricchi per dare ai poveri”. Oppure potrebbe individuare come valore “la pace” e di conseguenza ritenere accettabile la “guerra preventiva”.
Viviamo in un’epoca di relativismo etico, per il quale non esiste un insieme universale e oggettivo di norme morali che valgono per tutti, e di soggettivismo, in cui le norme morali dipendono unicamente dalle opinioni personali e soggettive delle persone.
Se ciò che è giusto o sbagliato è determinato dalla percezione individuale e non esiste un insieme oggettivo di norme morali universali, come è possibile definire cosa è bene e cosa è male? Ciò che è male per me potrebbe essere bene per te e viceversa.
Cos’è la “verifica ecologica” dei propri principi
Io ho adottato un metodo che chiamo “verifica ecologica“: estremizzo un concetto e mi domando “se tutti si comportassero in questo modo, il mondo sarebbe migliore o peggiore?”. Se tutti rubassero a chi ha di più per dare a chi ha di meno, il mondo sarebbe migliore? Se tutti aggredissero per primi, per paura di essere aggrediti a loro volta, il mondo sarebbe migliore?
Cos’è la “regola d’oro” (o “regola aurea”)
Un secondo modo per valutare la correttezza etica di un principio consiste nel domandarsi: “questo principio è a favore della vita e del benessere di tutti, oppure solo di alcuni, oppure solo mio?”. Porsi questa domanda significa interrogarsi se il principio in questione crea uguaglianza o disuguaglianza tra le persone, crea equità o disparità di trattamento.
Questa domanda può trovare risposta nella regola d’oro, che nella sua forma negativa recita: “Non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te”, mentre nella forma positiva dice: “Fai agli altri quello che vorresti fosse fatto a te”.
La regola d’oro è un principio etico universale, che si ritrova in molte religioni e filosofie del mondo, ed è un valido strumento per vagliare se i propri valori sono orientati al bene oppure no.
Superare la regola d’oro
La regola d’oro è basata sul principio della reciprocità, che ha a che fare con la giustizia (nel senso di equità) ma la giustizia rappresenta più un punto di partenza che un punto di arrivo, infatti stiamo ragionando del secondo livello della piramide dei valori (e i livelli più bassi costituiscono i presupporti che “reggono” i livelli superiori). Il punto di arrivo è l’oblatività (che è il livello più alto della piramide dei valori), ovvero superare la giustizia con la generosità.
Nel Nuovo Testamento è presente una parabola che esprime questo concetto:
Il regno dei cieli è simile a un padrone di casa che uscì all’alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna. Si accordò con loro per un denaro al giorno e li mandò nella sua vigna. Uscito poi verso le nove del mattino, ne vide altri che stavano in piazza, disoccupati, e disse loro: «Andate anche voi nella vigna; quello che è giusto ve lo darò». Ed essi andarono. Uscì di nuovo verso mezzogiorno, e verso le tre, e fece altrettanto. Uscito ancora verso le cinque, ne vide altri che se ne stavano lì e disse loro: «Perché ve ne state qui tutto il giorno senza far niente?». Gli risposero: «Perché nessuno ci ha presi a giornata». Ed egli disse loro: «Andate anche voi nella vigna». Quando fu sera, il padrone della vigna disse al suo fattore: «Chiama i lavoratori e da’ loro la paga, incominciando dagli ultimi fino ai primi». Venuti quelli delle cinque del pomeriggio, ricevettero ciascuno un denaro. Quando arrivarono i primi, pensarono che avrebbero ricevuto di più. Ma anch’essi ricevettero ciascuno un denaro. Nel ritirarlo, però, mormoravano contro il padrone dicendo: «Questi ultimi hanno lavorato un’ora soltanto e li hai trattati come noi, che abbiamo sopportato il peso della giornata e il caldo». Ma il padrone, rispondendo a uno di loro, disse: «Amico, io non ti faccio torto. Non hai forse concordato con me per un denaro? Prendi il tuo e vattene. Ma io voglio dare anche a quest’ultimo quanto a te: non posso fare delle mie cose quello che voglio? Oppure tu sei invidioso perché io sono buono?». Così gli ultimi saranno primi e i primi, ultimi».
Vangelo di Matteo, versetti Mt 20,1-16
I primi lavoratori sono stati trattati con equità: hanno ricevuto quanto era stato loro promesso. Il trattamento riservato agli ultimi lavoratori va oltre la giustizia (oltre l’equità), ed entra nell’ambito della generosità. Quando diciamo che Dio è giusto e misericordioso, stiamo parlando di questo.









