La missione e la partenza
La Global Sumud Flotilla (GSF) si è costituita nel luglio 2025, organizzata da una coalizione che comprende la Freedom Flotilla Coalition, il Global Movement to Gaza, la Maghreb Sumud Flotilla e Sumud Nusantara. La flottiglia comprendeva oltre 40 imbarcazioni con 500 partecipanti provenienti da più di 44 paesi, diventando il più grande convoglio civile di questo tipo nella storia. Wikipedia
Le prime imbarcazioni dirette a Gaza sono salpate il 30 agosto 2025 dal porto di Genova e il 31 agosto 2025 da Barcellona. La missione subì ritardi a causa delle condizioni meteo, ma tra fine agosto e metà settembre le navi si riunirono nelle acque territoriali tunisine. Unipd-centrodirittiumani
Il primo abbordaggio (1–3 ottobre 2025)
Alle 19:43 di mercoledì 1 ottobre 2025, l’esercito israeliano ha avviato l’abbordaggio delle imbarcazioni della Global Sumud Flotilla che si trovavano a meno di 70 miglia da Gaza, in acque internazionali. Radio Onda d`Urto
Tra l’1 e il 3 ottobre 2025, 42 imbarcazioni della GSF furono intercettate in acque internazionali, a meno di 150 miglia dalle coste palestinesi, e le 462 persone a bordo furono arrestate. Durante l’abbordaggio, gli attivisti furono sottoposti a trattamenti umilianti, poi posti in isolamento e detenuti nel carcere di Ketziot. Unipd-centrodirittiumani
Il secondo abbordaggio (8 ottobre 2025)
Una nuova flottiglia di 9 navi, organizzata dalla Freedom Flotilla Coalition e da Thousand Madleens to Gaza, salpò verso Gaza a fine settembre/inizio ottobre 2025 con circa 150 partecipanti. Una delle navi era la Conscience, di 68 metri, già colpita da droni nel maggio 2025 vicino a Malta. Wikipedia
L’8 ottobre 2025 l’esercito israeliano attaccò, intercettò e abbordò tutte e nove le imbarcazioni a circa 120 miglia nautiche da Gaza, in acque internazionali. Wikipedia
Il terzo abbordaggio (maggio 2026)
Circa 430 attivisti della Global Sumud Flotilla, fra i quali 29 italiani, sono stati intercettati in acque internazionali e condotti in stato di arresto nel porto israeliano di Ashdod. Fra gli italiani figurano il deputato M5S Dario Carotenuto e il giornalista del Fatto Quotidiano Alessandro Mantovani. Avvenire
Il ministro Ben-Gvir e il video choc
Il ministro della Sicurezza Nazionale israeliano, l’ultranazionalista Itamar Ben-Gvir, ha diffuso sui propri canali social un video intitolato emblematicamente «Ecco come accogliamo i sostenitori del terrorismo», in cui cammina tra centinaia di detenuti ammanettati, bendati e costretti a inginocchiarsi con il volto a terra all’interno di un magazzino. Il Messaggero
Ben-Gvir, bandiera israeliana in mano, ha dichiarato: «Benvenuti in Israele, siamo i padroni di casa», aggiungendo: «sono arrivati con tanto orgoglio, guardate come sono ridotti ora. Non eroi, niente di che, ma sostenitori del terrorismo». Avvenire
Un attivista che aveva gridato «Free Palestine» è stato violentemente scaraventato a terra da un agente. Il Post
Le reazioni internazionali
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha definito il trattamento «incivile, inflitto a persone fermate illegalmente in acque internazionali, che tocca un livello infimo ad opera di un ministro del governo di Israele». Sky TG24
Il primo ministro canadese Mark Carney ha definito il trattamento degli attivisti «abominevole». Lo stesso Netanyahu ha preso le distanze da Ben-Gvir, mentre il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa’ar lo ha attaccato direttamente: «Con questa vergognosa dimostrazione hai consapevolmente arrecato danno al nostro Stato». Il Post
Il governo italiano, d’intesa tra Meloni e Tajani, ha convocato l’ambasciatore israeliano alla Farnesina
Il racconto di Mantovani e Carotenuto a Fiumicino
I due sono atterrati il 21 maggio all’aeroporto Leonardo da Vinci di Fiumicino con un volo di linea da Atene, accolti da giornalisti e parlamentari tra cui Arturo Scotto (PD) e Francesco Silvestri (M5S). Erano presenti anche la mamma di Mantovani, Maria Gabriella, la vicedirettrice del Fatto Quotidiano Maddalena Oliva, e l’attivista Tony La Piccirella. IlFaroOnlineANSA
Le violenze durante l’abbordaggio
Mantovani ha dichiarato: «Io ho preso le botte, Dario Carotenuto ha preso le botte, altri hanno preso più botte di noi. Ho visto persone con sospette fratture alle braccia e alle costole. Quasi tutti quelli che passavano per il container di ingresso venivano picchiati e sentivamo le grida dall’esterno. Anche gli abbordaggi sono stati molto più violenti che in passato». ANSA
Il trattamento dopo l’arresto
Mantovani ha raccontato di essere stato portato all’aeroporto Ben Gurion «con manette e catene alle caviglie», e poi tenuto chiuso per ore in una cella di polizia, arrivando lì verso le 3 del pomeriggio e venendo imbarcato sull’aereo per Atene solo alle 11 di sera. CN24TV
Ha inoltre denunciato che i suoi documenti non gli sono stati restituiti e che durante la perquisizione gli sono stati sottratti la cerata e i pantaloni con il portafogli, senza che glieli rendessero. CN24TV
Carotenuto: la panic room e le manette
Il deputato M5S Carotenuto ha raccontato il momento dell’intervento delle forze israeliane, dichiarando di essere uscito «in piedi» dalla panic room della nave, mentre altri attivisti avrebbero subito un trattamento ancora più duro. Ha confermato di essere stato ammanettato. IlFaroOnline
Le accuse politiche
Mantovani ha criticato duramente il ruolo dei governi europei: «Tutto questo succede perché Israele è protetto dai governi di mezza Europa, compreso il nostro». Ha aggiunto che gli attivisti avevano chiesto più volte un intervento preventivo del governo italiano. IlFaroOnline
Carotenuto ha sottolineato la dimensione politica e umanitaria della missione: «Questi ragazzi sono lì perché i governi non fanno abbastanza e stanno rischiando la vita».









