Cos’è una mappa

Il termine mappa viene utilizzato per indicare una rappresentazione interna alla nostra mente del mondo fuori e dentro di noi.
Articolo pubblicato il: 04/08/2022

Definizione

Il termine esperienza deriva dal latino experiri che significa ‘sperimentare’ (e anche tentare, provare).

La nostra esperienza è un insieme di rappresentazioni mentali archiviate ordinatamente e pronte all’uso in caso di bisogno. Con una parola più spiccia, definiamo queste rappresentazioni mentali con il termine “mappe“. Le mappe sono i mattoncini elementari di tutto quello che “io so“.

Con l’andare del tempo abbiamo archiviato mappe relative ad ogni aspetto della vita: su come sono fatte le cose, su come svolgere determinati compiti, su come dobbiamo comportarci nelle diverse circostanze e così via.

In particolare, ci costruiamo mappe anche su noi stessi e sulle persone vicino a noi. Quando ci descriviamo, utilizziamo le mappe che abbiamo tracciato di noi stessi. Quando diciamo “quella persona mi ha sorpreso (oppure deluso)” significa che, conoscendola meglio, ci siamo accorti che quella persona è diversa dalla mappa che ci eravamo fatti di lei.

Regola generale

In sostanza, ogni volta che “ci siamo fatti un’idea” su qualcosa o qualcuno, “riconosciamo” una situazione o “sappiamo fare” una cosa, vuol dire che disponiamo di una mappa che riguarda quell’argomento.

Ecco un possibile elenco di mappe:

  • il sole è giallo;
  • gli spinaci fanno schifo;
  • nessuno ti regala niente, se vuoi qualcosa te la devi guadagnare;
  • io sono timido;
  • le strade cittadine sono pericolose;
  • meglio un uovo oggi che una gallina domani;
  • Tizio è uno scocciatore;
  • i governi disperdono misteriose sostanze chimiche sulla popolazione mediante aerei che lasciano una scia.

In letteratura vengono utilizzati diversi termini per esprimere il concetto di “mappa”:

  • Richard Bandler e john Grinder (nel libro “La struttura della magia”) usano il temine “modello”;
  • Stephen R. Covey (nel libro “Le 7 regole per avere successo”) usa il termine “paradigma”;
  • Wayne W. Dyer (nel libro “Le vostre zone erronee”) usa il termine “etichetta”, oppure “autoconnotazione” quando parla delle mappe su sé stessi;
  • Vera F, Birkenbihl (nel libro “L’arte di intendersi”) usa il termine “immagini mentali”;
  • altri sinonimi sono: convinzione, credenza, generalizzazione (la parola “generalizzazione” è utilizzabile in due modi: come sostantivo, come quando dico “lo stereotipo è una generalizzazione”, o come verbo sostantivato, come quando dico “il procedimento di generalizzazione attuato dalla mente umana”; in questo caso vale come sostantivo).

Come si formano le mappe

L’esperienza è un insieme di conoscenze che ciascuno di noi ha acquisito nel tempo tramite due modalità:

  • gli insegnamenti ricevuti (trasmissione dell’esperienza di altri);
  • sperimentando di persona (ovvero facendo “esperienza diretta”).

Il meccanismo dell’apprendimento per esperienza diretta segue questo schema:

Schema grafico dell'apprendimento per esperienza diretta (formazione delle mappe)
Schema grafico dell’apprendimento per esperienza diretta (formazione delle mappe)

Esempio: il piccolo Filippo tira la coda al suo cane Fido finché questi gli si rivolta contro e gli morde la mano (stimolo). Filippo avverte il dolore (elaborazione interna) e istintivamente ritira la mano (reazione).

Una parte del nostro cervello, definita “sistema limbico“, è deputata alla salvaguardia della persona dai pericoli esterni. A tal fine memorizza gli eventi classificandoli come positivi (centro del piacere), negativi (centro del dolore) o neutri (qualcosa di simile è raccontato nel film d’animazione Inside out). Questi ricordi vengono richiamati alla mente nelle occasioni successive in cui ci si ritrova nella stessa situazione, indicandoci se l’esperienza è da ripetere (piacere) o evitare (dolore).

il sistema limbico di Filippo memorizzerà quindi:

  • l’ evento singolo (avvenuto in un previso momento): Fido mi ha morso la mano mentre giocavo con lui tirandogli la coda e mi ha fatto male;
  • la classificazione emotiva dell’evento: il dolore provato classifica l’evento come negativo, cioè da non ripetere;
  • una generalizzazione da usare in futuro (nel caso specifico per evitare di essere nuovamente morsi da un cane). In pratica il singolo evento viene utilizzato per definire una regola riutilizzabile anche in altri contesti, che chiamiamo mappa (nello schema, l’utilizzo futuro della mappa è rappresentato dalla freccia che sale).
EventoPossibili mappe (generalizzazioni)
Fido mi ha morso la mano mentre giocavo con lui tirandogli la coda e mi ha fatto male.– Il morso dei cani è doloroso
– Non bisogna tirare la coda ai cani, perché possono morderti
– Non bisogna giocare con i cani, perché possono morderti
– Bisogna starne lontani dai cani perché possono morderti
– Bisogna stare lontani dagli animali perché possono farti male

Lo stato dell’io Genitore, ovvero le mappe su “come ci si deve comportare”

Nello specifico, la mappa del piccolo Filippo sui cani è una mappa che riguarda la Reazione illustrata nello schema. Si tratta cioè di una mappa relativa a “come ci si deve comportare” in una determinata situazione. Oltre che dall’esperienza diretta, queste mappe possono provenire anche da:

  • regole di igiene e di buona educazione ricevuti dalle figure genitoriali (papà e mamma, nonni, fratelli/sorelle maggiori, insegnanti, catechisti, sacerdoti);
  • Insegnamenti, regole morali ricevute dalle figure genitoriali;
  • cultura, formazione scolastica;
  • leggi e regolamenti (di condominio, della scuola, della squadra, ecc…);
  • ambiente: luoghi comuni, modi di dire, superstizioni.

Questa particolare tipologia di mappe va a comporre un aspetto della nostra personalità che lo psicologo Eric Berne chiama “Genitore normativo” (vedere l’articolo “Cos’è l’analisi transazionale” su questo sito).

Ecco un possibile elenco di mappe sul comportamento:

  • prima di sedersi a tavola bisogna lavarsi le mani,
  • non parlare con la bocca piena,
  • quando entri in una stanza dove c’è già qualcuno, saluta,
  • prima di attraversare la strada guarda da entrambe le parti e assicurati che la strada sia libera,
  • rispetta le cose che appartengono alle altre persone,
  • non maltrattare gli animali,
  • se una persona sta parlando, aspetta che finisca prima di parlare tu,
  • gioco di mano, gioco di villano.

Mappe che riguardano il modo in cui leggiamo il mondo

Una cosa veramente interessante delle mappe è che entrano in gioco non solo nella scelta della Reazione (scelta di quale comportamento mettere in atto), ma anche nella interpretazione dello Stimolo (ovvero come “leggiamo” il mondo).

Due persone dell’atro sesso guardano verso di me e parlano tra loro, sorridendo. Se la mia mappa su me stesso dice: “sono un tipo che piace”, penserò di aver fatto colpo e mi sentirò bene, se invece dice: “sono un tipo che non desta interesse”, penserò che stanno ridendo di me e mi sentirò depresso. La “realtà” percepita dai cinque sensi è la medesima, quello che cambia è la mia “lettura” della realtà, basata sulla mappa che mi sono creato su di me.

Quando parlerò di mappe che intervengono nella fase di interpretazione dello Stimolo, userò il termine “convinzioni”.

Scritto da: Alberto

Classe 1962, vivo da sempre a Padova. Lavoro nel settore dell'informatica e da alcuni anni mi interesso di Web development. Mi riconosco negli ideali del Vangelo e in quelli della sinistra, così come li ha descritti Pier Luigi Bersani nella trasmissione "Vieni via con me".

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